mercoledì 16 dicembre 2015

Le truffe non giustificano i rincari assicurativi

Truffe assicurative? Esistono, su questo non c'è dubbio. Ma da sole non possono determinare i rincari che i cittadini sono costretti a sopportare per assicurare i propri veicoli. Lo sostiene il presidente ACI di Napoli, Antonio Coppola, sulle pagine del quotidiano "il Mattino".
Secondo Coppola gli automobilisti "sono costretti a soggiacere a tariffe sempre più onerose per sopperire all'incapacità e all'indolenza delle compagnie nel combattere i fenomeni fraudolenti o psaudo tali". Precisa inoltre che i falsi sinistri, pur esistendo, hanno una incidenza economica tutta da verificare.
L'IVASS infatti riporta nei propri studi i dati non di vere e proprie truffe ma di casi "esposti al rischio frode", stimandoli in circa 480 mila all'anno. Di questi soltanto 7 mila sono poi effettivamente oggetto di denuncia, ovvero lo 0,2% del numero complessivo di sinistri.
Questi numeri, sostiene Coppola, devono fare pensare. “Ci troviamo di fronte a ipotesi, a stime, fornite dalle stesse imprese - precisa il presidente ACI Napoli - su un fenomeno che alle compagnie conviene esaltare per giustificare l’applicazione di esose politiche tariffarie, tese, anche, all’elusione dell’obbligo a contrarre. Alle compagnie non interessa contrastare seriamente le frodi, poiché i costi sostenuti per liquidare i casi sospetti vengono più facilmente recuperati con incrementi dei premi da spalmare su tutti gli assicurati".

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