lunedì 13 gennaio 2014

Ecco il gioco di sponda delle associazioni che "dovrebbero" tutelare i consumatori

Il condizionale è d'obbligo. Restiamo quanto meno interdetti di fronte ad annunci come questo, con il quale il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) rende nota la possibilità riservata agli iscritti di stipulare una polizza RCA Allianz con uno "sconto" del 10% sul premio a fronte dell'obbligo di avvalersi della Conciliazione Paritetica, del divieto alla cessione del credito e all'affidarsi necessariamente alle carrozzerie convenzionate con Allianz stessa.
La Conciliazione Paritetica (che prevede il ricorso ad un metodo conciliativo alternativo rispetto all'iter giudiziale per l'ottenimento del risarcimento da parte della compagnia di assicurazioni in caso di danni a cose e/o persone fino a 15.000 euro e che coinvolge un rappresentante dell’impresa e un rappresentante dell’Associazione dei consumatori) pur esistendo da qualche anno, non ha mai trovato una applicazione continuativa, ed è stata ampiamente criticata dagli operatori del settore, in particolare per quanto riguarda lo stretto legame esistente tra ANIA e associazioni dei consumatori. Queste ultime, infatti, vengono formate per svolgere l'attività di conciliazione proprio dall'associazione di categoria delle imprese assicuratrici, con evidenti problematiche in merito all'obiettività di tale formazione.
La previsione, poi, che il danneggiato debba rivolgersi alle carrozzerie convenzionate Allianz è una chiara limitazione alla libertà di fare riferimento al professionista che si ritiene più capace o che comunque il consumatore preferisce per l'esecuzione dei lavori di riparazione.
Di certo il cliente accetta questi compromessi volontariamente, ma il metodo dello "sconto", in particolare di questi tempi, è già sembrato a più di qualcuno una sorta di "estorsione legalizzata". A fronte di poche decine di euro in meno sul premio assicurativo, il danneggiato rischia di vedersi decurtato anche di oltre il 50% il risarcimento che in condizioni normali gli spetterebbe.
L'unica soluzione è fornire una tutela ed una informazione più obiettiva e corretta al consumatore, ma non è forse questo uno degli scopi delle associazioni come Codacons e simili?
Purtroppo la polizza RCA è vista dal cittadino come una tassa, una imposizione parificabile ad una qualsiasi altra imposta prevista dallo Stato e non nella sua più corretta finalità, ovvero (tralasciando i discutibili meccanismi del risarcimento diretto) risarcire eventuali danni cagionati a terzi in seguito a sinistri stradali, così da garantire a tutti il ristoro dei danni subìti.
Invece chi oggi stipula un contratto di assicurazione RCA ha un unico obiettivo: spendere il meno possibile. Ne sono prova le logiche di marketing sulle quali fanno leva le assicurazioni stesse e i vari siti e servizi che propongono uno sterile confronto tra i prezzi delle polizze come sostanzialmente unico criterio per valutare la scelta della compagnia con la quale sottoscrivere la polizza.
Il consumatore non si pone nella prospettiva di cosa accadrà nel momento in cui dovesse subire o causare un incidente, e dunque non comprende realmente a quali imposizioni va ingenuamente ad acconsentire limitando anche pesantemente le chances di ottenere il giusto risarcimento.
Fintanto che non cambierà questa mentalità le compagnie, grazie al loro strapotere commerciale, avranno gioco facile. Se poi ci si mettono anche le associazioni dei consumatori ad incentivarne questo meccanismo, ecco che i cittadini non trovano tutela e supporto nemmeno in queste realtà.
In caso di sinistro è fondamentale rivolgersi ad un professionista serio, qualificato e soprattutto indipendente rispetto agli interessi in gioco, che abbia il medesimo obiettivo del danneggiato: ottenere il più giusto ed equo risarcimento.

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