lunedì 28 ottobre 2013

Risarcimento in forma specifica e divieto di cessione del credito, i carrozzieri non ci stanno.

E' guerra aperta tra i Federcarrozzieri e il Ministero dello Sviluppo Economico, dopo le indiscrezioni che vorrebbero un prossimo potenziamento del sistema di risarcimento in forma specifica per quanto riguarda i danni materiali alle autovetture in caso di sinistro stradale.
Secondo Davide Galli, che rappresenta Federcarrozzieri, vincolare gli assicurati a riparare la propria autovettura esclusivamente presso le carrozzerie convenzionate con le compagnie avrebbe un impatto devastante nella realtà quotidiana delle imprese di autoriparazione e dei danneggiati.
"Si tratta di norme - precisa Galli - da tempo richiesta dall'ANIA, tendenti ad ottenere il risultato di costringere i danneggiati da sinistri stradali a riparare il proprio mezzo solo presso officine indicate dalle Compagnie assicurative. Si intende inoltre, sempre per perseguire lo stesso scopo, vietare in ambito Rc auto un atto di autonomia contrattuale tra privati quale la cessione di credito, limitando così i diritti dei danneggiati”. 
Il risarcimento in forma specifica permette una riduzione del premio per l’assicurato, ed è concordato con il cliente attraverso delle clausole che lo prevedono espressamente, indicando inoltre la percentuale di sconto applicata. Tutto questo a fronte dell'imposizione dell'utilizzo di materiali non di eccellenza, con tempi e modalità lavorative disposte dalle compagnie e conseguente abbassamento della qualità delle riparazioni.
Se la richiesta di risarcimento non è accompagnata dalla presentazione di fattura, nonchè in tutti casi in cui viene presentato il solo preventivo o analoga documentazione, il risarcimento cui la Compagnia è tenuta in base alle norme vigenti può essere limitato al valore del costo complessivo delle riparazioni che l’impresa stessa avrebbe affrontato se il risarcimento fosse stato offerto in forma specifica.
“Col pretesto del risparmio sui premi assicurativi - continua Galli - questo progetto contrasta con i princìpi comunitari in tema di concorrenza, e rischia di affossare definitivamente il comparto dell’autoriparazione. In Italia, infatti ci sono circa 16.000 imprese artigiane che danno lavoro direttamente a 40.000 persone e a 60.000 nell’indotto (ricambi, vernici, attrezzatura). La situazione nel comparto è tragica: vi è stato un calo del 40% dei sinistri e circola poco denaro nelle mani degli automobilisti per le riparazioni importanti sulle vetture”.
Il Ministero dello Sviluppo Economico vorrebbe anche abolire la cessione del credito, impedendo al danneggiato di cedere al carrozziere di fiducia il suo credito nei confronti della compagnia di assicurazioni.
Si tratta anche in questo caso di una richiesta avanzata dell’ANIA. La cessione del credito, infatti, comporta la conseguenza che interlocutore della compagnia diventa il carrozziere, che ha anche la facoltà di agire giudizialmente qualora l'assicurazione non riconosca il risarcimento totalmente o parzialmente. Una controparte certamente più ostica (perchè più preparata) del danneggiato, con la quale le compagnie preferiscono non avere a che fare.
Lo scontro tra Federcarrozzieri e la sottosegretaria Simone Vicari (che ha accusato senza mezzi termini i carrozzieri di "corporativismo") procede a suon di comunicati stampa.
“Al ministero, dicono di volere aprire un dibattito - tuona Galli - ma fino ad ora si sono visti solo interventi di un’Antitrust che tre anni fa difendeva gli artigiani dall’abuso di posizione dominante delle Assicurazioni mentre oggi sposa il programma anticoncorrenziale dell’Ania. Quanto all’altro attore del settore, certo non dimentichiamo le traversie giudiziarie dei vertici Isvap che non ne aumentano l’autorevolezza e, quanto all’attuale Ivass, prendiamo atto che nel suo consiglio vi siede un ex consulente Unipol e un ex presidente di organismo associativo delle imprese assicurative”.

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