lunedì 29 luglio 2013

Caso FONSAI: di cosa è accusata la famiglia Ligresti e cos'è la riserva sinistri

Dell'arresto dell'intera famiglia Ligresti si parla ormai da giorni su tutti i quotidiani e, ovviamente, in lungo e in largo sulla rete.
In questo articolo cercheremo di capire meglio cosa sia la riserva sinistri, la voce di bilancio sulla quale la dirigenza di Fonsai insieme a Salvatore Ligresti e famiglia avrebbero strutturato il falso in bilancio di cui sono accusati.
Possiamo definire la riserva sinistri come la voce di passività nel bilancio di una compagnia di assicurazioni che la stessa deve calcolare ed accantonare al fine di poter risarcire i danni conseguenti ai sinistri avvenuti nel corso dell'anno nonchè quelli che si sono già verificati ma non sono stati ancora liquidati. In altre parole la riserva sinistri costituisce la somma che l'impresa di assicurazione stima di dovere pagare in futuro.
L'ammontare di tale accantonamento viene calcolato sulla base del costo dei risarcimenti previsti riferendosi agli esercizi precedenti, con il parere di un matematico esperto che dà un giudizio sulla congruità della cifra stabilita.
E' evidente come la definizione di tale voce di bilancio costituisca un delicatissimo ingranaggio nella contabilità interna di una impresa di assicurazione: sottostimarla significa dare un'immagine distorta della reale situazione economica dell'impresa ai risparmiatori che in essa hanno investito, con evidenti risvolti anche sotto il profilo penale. Per questo motivo la riserva sinistri è sottoposta al controllo dell'IVASS, che è chiamata a verificare la correttezza dei criteri e delle metodologie di calcolo dell'ammontare stabilito.
E' relativamente facile, infatti, coprire buchi di bilancio anche consistenti giocando sugli importi della riserva sinistri, sottostimandone l'ammontare complessivo ed aumentando in questo modo i dividendi. Nel caso della famiglia Ligresti la sottovalutazione della riserva sinistri ha consentito negli anni di distribuire utili per circa 600 milioni di euro alla società controllante Premafin (attraverso la quale la famiglia Ligresti controllava il 30% di Fondiaria Sai). Non basta, l'occultamento della reale situazione finanziaria del gruppo ha comportato danni per oltre 12 mila piccoli azionisti. 
Anche le responsabilità dell'ISVAP, precedente incarnazione dell'organo di vigilanza sulle imprese di assicurazione oggi IVASS, sono pesanti: i pm di Milano e Torino che stanno indagando sul caso sono convinti che la famiglia Ligresti sia stata coperta per anni dai vertici dell'autorità indipendente, che avrebbe finto fin dal 2008 di non vedere le decine di manovre finanziarie dissennate che hanno portato la compagnia Fondiaria-Sai sull’orlo del fallimento. Per il ritardo con il quale l'ISVAP avviò i necessari controlli la magistratura ha deciso di indagare anche in merito al rapporto di "amicizia" tra Salvatore Ligresti e Giancarlo Giannini, allora presidente dell'ISVAP.

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