sabato 25 maggio 2013

L'IVASS rilancia la conciliazione paritetica




Con un comunicato stampa del 22 maggio scorso l'IVASS rispolvera e ripropone il (discutibile) istituto della conciliazione paritetica che, attraverso un accordo tra ANIA e Associazione dei Consumatori, dovrebbe favorire la risoluzione stragiudiziale delle controversie riguardanti i sinistri stradali che abbiano determinato danni entro i 15 mila euro in una camera di conciliazione composta da un rappresentante delle imprese ed uno dei consumatori, entro 30 giorni.
Tale strumento alternativo alla risoluzione delle controversie - sostiene l'IVASS - è in grado di offrire un contributo alla deflazione del contenzioso giudiziario, consentendo ai consumatori la possibilità di risolvere in maniera più rapida ed economica le controversie e alle imprese di contenere i costi del contenzioso, con ricadute positive, a livello di sistema, sui costi dei risarcimenti e sui livelli delle tariffe R.C Auto.”
Tralasciando le considerazioni in merito all'opportunità o meno di ricorrere a tale strumento piuttosto che all'ausilio di un professionista, fa pensare una presa di posizione così spudoratamente di parte: è evidente che il ragionamento dell'IVASS è viziato da un pregiudizio di fondo, ovvero che i costi del contenzioso che gravano sulle compagnie siano da imputare ai danneggiati e ai patrocinatori piuttosto che al mancato riconoscimento del giusto risarcimento da parte delle compagnie stesse in sede stragiudiziale.
Se la compagnia paga il giusto subito, il danneggiato non ha bisogno di andare in causa.
Se la compagnia invece pretestuosamente non paga quello che dovrebbe, il danneggiato la citerà in giudizio, con i conseguenti costi che graveranno sulla compagnia di assicurazioni e, purtroppo, indirettamente su tutti gli assicurati.
Ovviamente parliamo di "costi" per le compagnie quando l'esito del giudizio è ad esse sfavorevole (diversamente il costo sarebbe a carico del danneggiato), quindi le uniche responsabili di tali costi sono le compagnie stesse.
La colpa allora di chi è? Del danneggiato che va in causa per vedersi riconosciuto ciò che gli spetta o della compagnia di assicurazioni che ha provato a fare la furba e che in giudizio viene giustamente punita?L'IVASS pensasse, piuttosto, agli oltre 5 mila provvedimenti sanzionatori che ha dovuto gestire nel 2012 nei confronti delle compagnie che per svariate ragioni non hanno ottemperato ai propri doveri nei confronti degli assicurati, e ai conseguenti 42 milioni di euro che le compagnie stesse hanno dovuto pagare.
Non sono piuttosto questi i "costi" che sarebbero da contenere?

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