giovedì 14 marzo 2013

Malasanità in Italia: ecco le più recenti statistiche

E’ stato presentato a Milano l’annuale rapporto Medmail Claims, che presenta le statistiche relative agli errori medici e sanitari nel nostro Paese, nonchè i dati sulle richieste di risarcimento avanzate dai pazienti.
Lo studio è stato realizzato da Marsh, multinazionale operante nel settore dell'intermediazione assicurativa e nella consulenza sui rischi, e ha preso in esame 95 strutture sanitarie pubbliche e 52 private, dal 2004 al 2011.
Emerge che, in media, sono 3 gli errori medici accertati ogni 1000 ricoveri.
Le richieste di risarcimento danni riguardano nella maggior parte dei casi lesioni, circa l'82% del totale. Le richieste per i casi di decesso sono invece il 9% del totale.
Sia nella sanità pubblica che in quella privata gli errori chirurgici sono i più reclamati (30% nel primo caso, 37% nel secondo), seguiti dagli errori terapeutici e diagnostici (complessivamente circa il 20% del totale), infezioni (5%), ed errori compiuti con procedure invasive (4%). Curioso il dato relativo alle richieste di risarcimento per cadute di pazienti e visitatori, quasi il 9%: evidentemente anche le strutture risultano spesso inadeguate.
Al nord Italia si osserva la più alta percentuale di richieste di risarcimento nel settore sanitario privato, con circa il 66% del totale. Seguono sud, con il 21%, e centro Italia con il 13%.
Complessivamente nel privato sono state raccolte più di 3.000 richieste di risarcimento danni, con un incremento progressivo fino al 2009, e una leggera flessione negli ultimi due anni. Il settore clinico maggiormente oggetto di richieste di risarcimento è ortopedia, con quasi il 14% dei casi.
Circa il 50% delle richieste di risarcimento danni sono denunciate entro il primo anno dalla data di accadimento dell’evento, più della metà entro 2 anni. Fa eccezione la specialità di ostetricia e ginecologia, che presenta una consistente percentuale di richieste di risarcimento anche al quinto anno dall’accadimento.
La spesa assicurativa nel 2011 ha raggiunto quota 3.410 euro a posto letto (nel 2010 era di 2.680 euro).


 

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