martedì 4 dicembre 2012

Costi di polizze RCA alle stelle. Qual è la vera truffa?

Perchè le polizze auto in Italia costano mediamente il doppio rispetto agli altri Paesi europei?

Perchè in Italia ci sono tanti, troppi rimborsi assicurativi a fronte di "colpi di frusta" inventati. Sono queste le dichiarazioni rese da Vittorio Verdone, direttore auto dell'ANIA, al settimanale L'Espresso in un articolo dello scorso 19 novembre. Cosa fare allora per ridurre i costi delle polizze? Secondo Verdone qualcosa è già stato fatto, ovvero la famosa legge 27/2012 che ha introdotto l'obbligo di eseguire accertamenti strumentali che provino l'esistenza dei danni conseguenti a lesioni di lieve entità (con tutte le riserve interpretative del caso, si veda il nostro articolo di ieri), ma si deve fare ancora di più. «Servono le tabelle di legge sui danni gravi alla persona e un'azione anti-frode più incisiva: più accesso alle informazioni e più tempo per accertare il danno, visto che noi abbiamo dei tempi di rimborso del danno strettissimi, che variano tra i 30 e i 90 giorni, mentre una direttiva europea ha fissato il termine congruo in 3 mesi», specifica Verdone.

Verdone rappresenta l'ANIA, non ci aspettiamo certo riflessioni di tenore diverso. Non ci aspettiamo, ad esempio, che ammetta come gli strumenti di accertamento delle truffe assicurative esistano ma non vengano utilizzati efficacemente ed, inoltre, che alle assicurazioni non convenga economicamente ridurre la conflittualità con i propri assicurati.

Non ci aspettiamo che Verdone eviti di presentare il "colpo di frusta" come la classica barzelletta del finto incidente che è causa di tutti i mali, rischiando, con le sue dichiarazioni, di convincere l'opinione pubblica che richiedere il risarcimento per i danni conseguenti ad un colpo di frusta sia una truffa sempre e comunque.

Non ci aspettiamo che Verdone faccia riferimento alla letteratura scientifica che, a livello mondiale, conferma l'esistenza dell'evento lesivo più propriamente detto "distorsione del rachide cervicale", che forse, se imparassimo a definirlo tecnicamente in maniera corretta, avrebbe meno il sapore della barzelletta, della truffa. Non ci aspettiamo nemmeno che Verdone rammenti come l'art. 32 della Costituzione affermi che il diritto alla salute è intangibile, così come il relativo risarcimento.

Piuttosto, non ci meraviglieremmo se, presto o tardi, Verdone dicesse "le compagnie non intendono più pagare le lesioni fisiche al di sotto di questa franchigia".

Non ce ne meraviglieremmo ed, inoltre, sarebbe anche più intellettualmente onesto per l'ANIA. Invece no, meglio tentare di persuadere gli assicurati che se pagano il doppio di premio assicurativo rispetto ai cugini d'oltralpe è colpa del colpo di frusta, che non si vede, che non esiste, che è una truffa.

Sarebbe forse anche ora che i medici legali avviassero un confronto a livello nazionale e internazionale di tipo culturale e scientifico con la creazione di linee guida magari proprio sui traumi distorsivi del rachide cervicale conseguenti ad incidenti stradali per combattere questa disinformazione dilagante, e che tali disquisizioni non restassero fruibili solo dagli operatori di settore ma fossero portati all'attenzione di tutti i cittadini, affinchè ogni danneggiato possa capire quali sono i propri diritti e non debba sentirsi un truffatore se chiede un risarcimento per la propria distorsione del rachide cervicale.

E forse, se riuscissimo ad informare veramente i cittadini, potremmo finalmente a smascherare la vera truffa, ovvero il voler far credere agli assicurati che i costi folli delle nostre polizze sono dovuti ai falsi colpi di frusta e non alla disorganizzazione delle compagnie nel gestire i sinistri.

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