lunedì 3 dicembre 2012

Accertamenti strumentali obbligatori per ottenere il risarcimento: il parere del prof. Enzo Ronchi

E' più animato che mai il confronto tra medici legali e compagnie di assicurazioni sul fronte della necessarietà degli accertamenti strumentali per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti a lesioni con un grado di invalidità permanente inferiore al 9%.
Tutto nasce, come sappiamo, dalla confusa formulazione dell'art. 32 della legge 24.03.2012 n. 27 che ha previsto la non risarcibilità per danno biologico permanente delle "lesioni di lieve entità" (rectius, dei danni conseguenti a tali lesioni) le quali non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo:


3-ter. Al comma 2 dell'articolo 139 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In ogni caso, le lesioni di lieve entita', che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente".

3-quater. Il danno alla persona per lesioni di lieve entita' di cui all'articolo 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e' risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l'esistenza della lesione.

Il prof. Enzo Ronchi, Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni presso l'Università degli Studi di Milano, di recente intervenuto ad un convegno dell'UNARCA (Unione Nazionale Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa) punta il dito in particolare contro le "note di indirizzo" inviate dalle compagnie di assicurazioni ai propri fiduciari medici legali all'indomani dell'approvazione della legge 27, con le quali "invitavano" ad applicare la nuova normativa secondo una interpretazione chiaramente di parte.


Queste direttive, in particolare, hanno suscitato lo sconcerto e la preoccupazione anche della Federazione Associazioni Medico Legali Italiane, che ne ha affermato l'inopportunità in quanto finalizzate a limitare la professionalità e l'indipendenza dei medici legali, soprattutto perchè in contrasto con l'ordinamento deontologico medico: gli articoli 4 e 62 del codice deontologico, infatti, prevedono che il medico operi secondo criteri scientifici, rifuggendo da pressioni di ordine extra-tecnico e da ogni genere di influenza e condizionamento.
Ancora, Ronchi afferma come le compagnie "costringono i loro Fiduciari medici-legali a valutare 0% gli esiti di colpo di frusta, pena l'accantonamento del professionista" in forza di interpretazioni della nuova norma "del tutto partigiane".
Se, come previsto nel nostro ordinamento, la legge va interpretata secondo il significato proprio delle parole, la connessione di esse e le intenzioni del legislatore, occorre una più obiettiva analisi di questi elementi per comprendere realmente come debbano essere intese le norme dell'art. 32 l. 27/2012.


Il comma 3-ter richiede che le lesioni di lieve entità vengano accertate con metodo "clinico strumentale" obiettivo. Il significato letterale sembra quindi postulare la necessaria positività dell'esito di entrambi i sistemi di indagine. Del resto, la mancanza di una congiunzione tra i due aggettivi non aiuta a comprendere immediatamente la reale volontà del legislatore.


Di sicuro, prosegue Ronchi, la comunità scientifica medico legale ha le idee più chiare e ritiene che il positivo accertamento sia da intendere come "clinico e/o strumentale", in quanto nella fase diagnostico-terapeutica della lesione, se l'esame clinico prova l'esistenza oggettiva della lesione, l'accertamento strumentale non viene effettuato. Se invece l'esame clinico negativo lascia dubbi circa l'esistenza della lesione, si procede con l'accertamento strumentale.
Diversamente le conseguenze sarebbero (e, ahimè, purtroppo spesso lo sono già) sconcertanti: il professore porta l'esempio di una donna in stato di gravidanza che si vedrebbe negato il diritto al risarcimento per non essersi sottoposta all'accertamento strumentale radiologico "necessario", e parla di "sciocchezza" riferendosi a quel "visivamente accertata" riportato nel comma 3-quater: nessun medico ("...neppure ai tempi di Ippocrate e Galeno...") si limita al semplice esame visivo del paziente. Con uno sforzo interpretativo si dovrà quindi considerare "visivamente" come sinonimo di "clinicamente".
Conclude il prof. Ronchi che se l'intenzione del legislatore è richiamare il danneggiato (ed il medico legale) ad una più rigorosa prova del danno patito, il comma 3-ter diventerebbe inutile e ripetitivo, mentre il comma 3-quater ricomprenderebbe tutte le tipologie di danno biologico di lieve entità (temporaneo e permanente) richiedendone l'accertamento clinico e/o strumentale per giustificare il risarcimento.
Ma, ci domandiamo, cosa cambia rispetto a prima?


Qui potete trovare il contributo intepretativo del prof. Ronchi, in occasione del convegno UNARCA del 26 settembre scorso.

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