venerdì 12 ottobre 2012

Lesioni oltre il 9% di invalidità permanente: tutti uniti per il giusto risarcimento

[caption id="" align="alignleft" width="390"] Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi.[/caption]

Dopo il giro di vite sui risarcimenti per le lesioni lievi, ovvero sotto il 9% di punti di invalidità, si torna a parlare della tanto discussa tabella unica nazionale per le macrolesioni visto che l'imminente approvazione del c.d. Decreto Balduzzi vi fa esplicitamente riferimento per quanto riguarda la quantificazione dei danni in materia di responsabilità professionale medica.
Si tratta della tabella che il 3 agosto dello scorso anno il Governo approvò con lo schema di decreto che avrebbe dovuto dare esecuzione all'articolo 138 del Codice delle Assicurazioni, che prevede l'emanazione di un riferimento unico nazionale per la quantificazione dei risarcimenti per i danni conseguenti a lesioni superiori al 9% di punti di invalidità permanente.
Tale tabella prevede, però, valori inferiori di oltre il 40% rispetto a quelli espressi dai riferimenti tabellari del Tribunale di Milano per le quali a giugno del 2011 la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12408 aveva riconosciuto valore di parametro di riferimento a livello nazionale.
Per fare un esempio, il danno biologico da invalidità permanente di un ragazzo di trent’anni, costretto su una sedia a rotelle da un incidente stradale in cui non ha alcuna responsabilità, oggi è pari a circa 870 mila euro; con le nuove tabelle varrebbe cica 490 mila euro.
Il risparmio per le compagnie di assicurazione sarebbe enorme, con un ingiusto e, alla luce della pronuncia della Cassazione, ingiustificato danno ulteriore a carico dei danneggiati.
Ad alzare la voce contro il Governo sono le principali associazioni di categoria che rappresentano i danneggiati e gli operatori di settore: ANEIS, CUPSIT e Associazione Nazionale Vittime della Strada in testa. Ci uniamo alla protesta, sottolineando che la pronuncia di Cassazione dello scorso anno, che ispirandosi a criteri di buon senso e con particolare attenzione ai soggetti più deboli aveva esteso a tutti i casi di macrolesioni le tabelle di Milano, deve essere considerata come vera espressione di civiltà, e non può venire cancellata con un colpo di spugna in nome degli interessi puramente economici dei colossi assicurativi.

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