venerdì 24 febbraio 2012

Continua la battaglia sulle lesioni lievi: giro di vite sul colpo di frusta

Ancora novità riguardo il settore assicurativo nel decreto sulle liberalizzazioni voluto dal Governo Monti. Gli emendamenti presentati e votati in questi giorni in Commissione Industria al Senato confermano la volontà di contrastare il fenomeno delle frodi e, conseguentemente, ridurre i costi delle polizze. Intento lodevole prima ancora che necessario, ma particolarmente delicato nella sua attuazione vista la necessità di tutelare in ogni caso il cittadino.


Di quanto sia problematica la questione è indice l'emendamento approvato nei giorni scorsi circa la risarcibilità del danno permanente conseguente alle lesioni di lieve entità, tra le quali rientra anche il cosiddetto "colpo di frusta":


«le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente».


Il modello di riferimento è quello inglese dove, come ha ricordato l'Ania, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, le richieste di indennizzo per colpo di frusta sono soggette a regolamentazione molto più restrittiva rispetto all'Italia.


Evidentemente la portata della previsione normativa indica come necessario, per poter configurare la risarcibilità della lesione lieve, una dimostrazione strumentale dei postumi. Ecco che il maggior rigore (e costo) di tali accertamenti tenderebbe a scoraggiare i truffatori e tutelare coloro i quali hanno effettivamente subito una lesione, seppur lieve, risarcibile.


È facile dunque prevedere il ricorso più frequente ad esami più specifici e complessi, come gli esami radiografici statici nelle tre proiezioni ortogonali ed eventualmente nelle proiezioni dinamiche, per le prove di funzionalità del rachide cervicale. Oppure l’ecografia dei muscoli lunghi del collo, l’ecodoppler delle arterie vertebrali, l’esame elettronistagmografico ed elettromiografico; e ancora, Tac e risonanze magnetiche. Sebbene si tratti di esami costosi, sono costi che, ove sia riconosciuta l'effettiva lesione, saranno risarciti dalle compagnie, ma nel bilancio complessivo è lecito aspettarsi comunque un risparmio rispetto al risarcire, come accade oggi, in 23 casi su 100 una lesione di lieve entità in conseguenza di un sinistro stradale.
Tutto questo per chiarire che l'emendamento non abolisce la risarcibilità delle lesioni lievi, ma ne richiede una più precisa e compiuta verifica.
Motivo in più, per i danneggiati, per affidarsi ad un professionista serio e capace nel gestire l'iter verso il proprio giusto risarcimento danni.


Altra novità riguardala cancellazione da parte della commissione di un comma che stabiliva che le compagnie rimborsassero ai proprietari delle auto danneggiate il 30% in meno se non si recavano da un carrozziere convenzionato con l’assicurazione. Si potrà quindi continuare ad andare dall’artigiano di fiducia.


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