lunedì 23 gennaio 2012

Risarcimento diretto: la farsa continua...

[caption id="" align="alignleft" width="300" caption="Antonio Catricalà e Mario Monti"][/caption]

Dopo il barlume di speranza dato dalla discussione nel contesto del "pacchetto liberalizzazioni" del Governo Monti circa la modifica dell'art. 149 del Codice della Assicurazioni, che avrebbe dovuto sopprimere parzialmente la sciagurata procedura di risarcimento diretto relegandola soltanto ai danni materiali, oggi ci ritroviamo a commentare l'ennesima farsa tutta italiana, visto che non c'è traccia di tale modifica nel testo definitivo del decreto.


Il risarcimento diretto, nato per semplificare e velocizzare i tempi di liquidazione nonché per ridurre il costo dei sinistri, ha fallito su tutti i fronti, tant'è che l'indagine Antitrust conclusasi ad ottobre scorso (sotto la guida dell'odierno sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà) aveva sottolineato l'opportunità di rivederne le norme regolatrici, che invece di "semplificare", "velocizzare" e "ridurre i costi" hanno complicato e rallentato il meccanismo liquidativo, nonchè determinato un incremento del costo medio dei sinistri, principalmente a causa del meccanismo delle compensazioni.
Catricalà aveva giustamente indicato come necessaria l'esclusione dei risarcimenti delle lesioni dall'applicazione della procedura di risarcimento diretto.
Lascia un certo amaro in bocca constatare che l'esperienza tecnica dell'ex Garante della Concorrenza e del Mercato sia stata ignorata nell'approvazione finale del "pacchetto liberalizzazioni". Gli assicurati, una volta ancora, vedono indebolito il loro fondamentale diritto di avvalersi senza spese di professionisti capaci di tutelare le loro pretese di fronte alle compagnie di assicurazione, e costretti eventualmente a gestire in prima persona i propri sinistri, in un rapporto di dubbia fiducia con l'Assicurazione che deve pur sempre giocare al ribasso contenendo il più possibile il risarcimento, a maggior ragione per i danni fisici che sono più difficili da quantificare e necessitano di competenze tecniche che i danneggiati non hanno.

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