giovedì 10 novembre 2011

Siamo su scherzi a parte!

Dopo l’audizione di Catricalà al Senato arriva pronta la risposta dell’ANIA (associazione nazionale tra le imprese assicuratrici). Il presidente Cerchiai udito anch’egli al Senato ha proposto la disponibilità dell’associazione, in favore del legislatore, di tipo eminentemente tecnico: “conoscere per legiferare”. E su questo slogan il presidente Cerchiai ci trova assolutamente d’accordo. A patto che, le conoscenze provengano dall’una e dall’altra parte. Dalle compagnie ma anche dai danneggiati o dai loro rappresentanti. Come si suol dire: bisogna sempre sentire le due campane.


Per il resto del documento, il titolo del post sull’argomento, edito dal Dott. Stefano Mannacio, portavoce del CUPS, è assolutamente rappresentativo: “Irrise le Vittime della Strada. Vetare la cessione di credito e altre amenità.”


Le proposte dell’ANIA mirano a salvaguardare evidentemente solo gli interessi delle compagnie tentando di scavalcare diritti costituzionalmente garantiti (come quello della salute), di risparmiare sulle sofferenze umane di superare i dettami del codice civile e decenni di letteratura giurisprudenziale (cessione del credito artt 1260 e ss del codice civile).


Troverete, cliccando qui,  il documento integrale mentre riporteremo alcuni brani dell’audizione con commenti lapidari o addirittura assenti. Chiunque sia rimasto vittima di un evento lesivo, qualunque professionista del settore, chiunque abbia un po’ di buon senso, rimarrà sgomento nella lettura e farà fatica a trovare parole di commento. La cura del bene comune dovrebbe essere il faro per dominare con intelligenza gli avvenimenti. Soprattutto in questi tempi, in cui la politica né dà così magro ed umiliante esempio.




“I problemi noti da tempo riguardano principalmente:

….

L’abnorme numero dei danni alle persona di lievissima entità di origine speculativa;

il ritardo nell’emanazione della disciplina per il risarcimento dei danni alla persona di più grave entità

……

Le incertezze normative e giurisprudenziali che hanno minato il sistema di risarcimento diretto;

……….”

 

“Ne è esempio la reazione di alcuni  all’annuncio della prossima emanazione delle tabelle di  legge per la valutazione economica e medico legale dei danni alla persona di natura non  patrimoniale per le lesioni gravi derivanti dalla circolazione dei veicoli. Eppure si tratta di una normativa di attuazione del Codice delle assicurazioni, che arriva in ritardo di oltre cinque anni rispetto all’emanazione della disciplina primaria e che è diretta a uniformare i  criteri risarcitori sull’intero territorio nazionale, superando la disomogeneità e la confusione  oggi imperante in materia, che determinano incertezze per gli operatori e iniquità per le vittime degli incidenti.”

Basta dimenticarsi delle ultime espressioni della Corte di Cassazione che riconosceva alle tabelle del tribunale meneghino una validità uniforme ed equa in tutto il territorio nazionale.

 

“Il valore dell’uomo, un bene in astratto non  monetizzabile, ma che pure deve formare oggetto di una valutazione economica ai fini del risarcimento. E allorché deve essere monetizzato,  non può  che  formare oggetto di una “convenzione”. Vale a dire  di un atto che esprima una condivisione sociale ed economica dei valori da applicare, coniugando principi di equità e di sostenibilità del sistema.”

Certo una traduzione monetaria della sofferenza bisognerà pur adottarla. Ma quant’è il giusto? Qual è il parametro di riferimento Dott. Cerchiai? Una mercedes di lusso deve valere più della sofferenza per la perdita di un figlio?

 

“Anche su questo tema, le imprese vengono a torto ritenute quantomeno acquiescenti rispetto al fenomeno, poiché  ne scaricherebbero gli effetti sulle tariffe. “

E quale sarebbe la realtà dei fatti?


 


E ora una carrellata di proposte per calpestare i diritti dei danneggiati. Oltre il danno anche la beffa:




  • “l’obbligo per il danneggiato di far periziare il veicolo prima della sua riparazione;

  • la facoltà per l’impresa di sospendere i termini per la formulazione dell’offerta risarcitoria nel caso in cui dalla consultazione delle banche dati emergano almeno due parametri di significativo rischio frode

  • Occorre portare a 90 giorni il termine di sospensione e eliminare la previsione dell’alternatività tra il pagamento del danno e la presentazione della querela.

  • Il divieto di  cessione del credito del diritto al risarcimento del danno che è causa di speculazioni e aumenti immotivati degli indennizzi: ….. La prassi consiste nell’acquisto da parte di intermediari di tali diritti di credito, senza che vi sia stata alcuna valutazione dei danni in contradditorio con il responsabile, e nella successiva ripresentazione della pretesa risarcitoria nei confronti dell’impresa di assicurazione con tentativo di lucrare, aumentandole, sulle somme destinate al ristoro del danno

  • Una norma che condizioni  la validità delle testimonianze alla presenza certificata dell’asserito teste sul luogo dell’incidente…..Per arginare il fenomeno,  è quantomeno necessario che l’identificazione dell’eventuale testimone presente sul luogo dell’incidente sia immediata attraverso l’inserimento del nominativo e degli estremi identificativi, a pena di decadenza, nella denuncia di sinistro e nella richiesta di risarcimento.

  • Una previsione diretta a raddoppiare i termini per l’offerta di risarcimento in caso di richiesta di risarcimento tardiva;"


 

Dai! Dove sono le telecamere? Siamo su scherzi a parte vero?


 

4 commenti:

  1. Andreaserena200610 novembre 2011 08:52

    Oltre che davvero lesivo di interessi costituzionalmente garantiti ed assolutamente inviolabili, mi sembra che la proposta miri ad azzerare l'utilizzo dei moduli CID costringendo i malcapitati non solo a far intervenire autorità (polizia, carabinieri) sul luogo del sinistro ma anche a studiarsi l'intera normativa in materia!
    Sono quasi senza parole!

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  2. ORMAI NON SE NE PUO' PIU' DI TUTTE QUESTE INGIUSTIZIE DOVUTE AD UN MAL GOVERNO E A PERSONE CHE MOLTO PROBABILMENTE PENSANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AI PROPRI INTERESSI.

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  3. A leggere queste parole mi viene la pelle d'oca! Le polizze salgono, gli utili delle compagnie salgono e i danneggiati dovranno combattere per avere ciò che è già un loro diritto, ovvero il risarcimento. Spero che qualcuno con un pò di buon senso fermi questi pazzi...

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  4. il discorso mi sembra molto più ampio...le assicurazioni fanno parte dei gruppi proprietari della bank of italy S.p.A....e ora abbiamo un governo che è diretta emanazione della BCE..potranno mai fare gli interessi della gente???io credo faranno i propri e quelli dei gruppi a loro collegati..veder per credere "accordo trilaterale",bildenberg,goldman sachs,signoraggio bancario e frazionamento bancario,massoneria e nuovo ordine mondiale...

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