mercoledì 26 ottobre 2011

Commento all'audizione di Catricalà: seconda puntata

Prosegue e si conclude  il nostro commento all'audizione presso il Senato della Repubblica italiana dell'AGCM sull'indagine conoscitiva sulla procedura del risarcimento diretto e sugli assetti concorrenziali del settore RCAuto.


Vedremo quali provvedimenti saranno adottati.


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In presenza di una domanda caratterizzata in larga parte da individui non in grado di effettuare scelte perfettamente razionali (scelta del prodotto con il prezzo minimo) e da una nicchia marginale di consumatori dotati di maggiore capacità di scelta, le imprese non hanno convenienza ad aumentare il grado di informazione a vantaggio della clientela per agevolarne la mobilità. La situazione può essere spiegata, da un lato, dalla possibilità di estrarre margini di profitto elevati dalla clientela meno informata.


Questa asserzione è tanto grave quanto vera. Ahinoi le compagnie sfruttano con piena consapevolezza le loro superiori competenze tecniche, nei confronti degli ignari assicurati. Purtroppo, per la nostra esperienza, dobbiamo confermare detta prassi anche per quanto riguarda la fase di liquidazione dei danni e non solo quella assuntiva. Dove la superiorità economica e quella tecnica, a volte, vincono anche su patrocinatori poco preparati.


 


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Quanto all’andamento del costo dei sinistri CARD liquidati nell’anno di generazione, si osserva come tale costo abbia un andamento crescente su tutto il periodo in ciascuna macroarea. Il corrispondente aumento del costo medio dei sinistri CARD a livello nazionale è stato pari al 27% sul periodo 2008-2010


 


Sarebbe interessante sapere se l’ANIA ha mischiato nel costo del sinistro anche i costi di gestione del sinistro, che dall’introduzione dell’indennizzo sono quantomeno duplicati. Mentre in procedura ordinaria c’è solo una compagnia, quella del civile responsabile, a  gestire la liquidazione del danno in regime di indennizzo diretto, entrambe le imprese (gestionaria e responsabile) sono impegnate. Nella gestione e, nello scambio di una quantità di informazioni enorme ed in tempi ridotti. Tanto da comportare a volte una confusione che sfocia nella liquidazione del 200% dei danni. Con conseguenti ulteriori costi in stanza di compensazione, che si ripercuoteranno ancora una volta in maniera negativa sulle tariffe.


E’ talmente ovvio da sembrare persino incredibile che nessuno prenda in considerazione l’opportunità di abrogare gli artt. 149 e 150 del Nuovo Codice delle Assicurazioni, per tornare alla univoca modalità di gestione del risarcimento, chiedendo i danni a chi li ha provocati. Ferma restando la facoltatività della procedura di indennizzo diretto previsto con la sottoscrizione della CAI dal lontano 1978.


Quel costo medio, potrebbe perdere ex abrupto il 30%, se tiriamo una bella riga sull’indennizzo diretto.


 


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Tra i fattori che influenzano l’andamento della frequenza dei sinistri, le compagnie individuano la diffusione del fenomeno delle frodi. A supporto della tesi, viene normalmente evidenziato che le aree dove si concentrano in misura prevalente gli episodi fraudolenti sono anche quelle dove è più elevata la sinistrosità.



 


Lapalisse concorda. Non poteva essere altrimenti. Speriamo che anche l’Antitrust non ci consideri, come le compagnie, utenti poco informati.


 


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Dal punto di vista quantitativo, secondo quanto emerge dalle analisi condotte sui dati forniti dalle compagnie, risulta che il fenomeno delle frodi accertate ai danni delle compagnie, nel periodo 2007-2009, si sia attestato su valori piuttosto contenuti, nell’ordine del 2-3% del numero totale dei sinistri. Si osservi che nel Regno Unito il numero di frodi accertate è pari al quadruplo di quelle accertate in Italia e in Francia è il doppio.


Ciò segnala un problema tipico del nostro sistema nel quale, è da ritenere, le compagnie non dedicano energie sufficienti all’individuazione delle frodi anche perché non hanno adeguati incentivi a controllare i propri costi, come sarà specificato in seguito.


 


Finalmente qualcuno di autorevole l’ha detto! Ovviamente ci schieriamo come più volte reso noto in tutte le forme ed in diverse occasioni, dalla parte della legalità. Pronti a sostenere fattivamente qualsiasi iniziativa volta a contrastare le frodi per la tutela dei danneggiati. Gli strumenti informatici e tecnici oggi a disposizione sono, senza ombra di dubbio, in grado di migliorare il contrasto alle frodi assicurative se usati costantemente e correttamente.


 


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Occorrerebbe allora integrare e migliorare i meccanismi di determinazione del forfait. Andrebbe introdotta nella sua formula di calcolo un coefficiente che consenta di tenere conto dell’efficienza da recuperare da un anno all’altro, come incentivo per le compagnie a contenere i costi. In sostanza, potrebbe essere utile l’introduzione di un meccanismo di controllo dei costi, eventualmente sorvegliato dall’Autorità di settore, che dovrebbe ispirarsi a criteri di regolazione già utilizzati in altri contesti.


Noi lo ripetiamo un’ultima volta: basterebbe abrogare l’indennizzo diretto.  Un sistema che dalla sua introduzione a oggi non ha prodotto nessuno, nemmeno in minima parte come si vuol far credere, dei benefici declamati all’ epoca della sua introduzione. E i dati lo confermano inesorabilmente. Non solo. Si cancellerebbero anche nuovi problemi come la sottostima dei danni, la gestione dei forfait e delle compensazioni e le compagnie ritroverebbero equilibrio nella tariffazione bonus malus. Nonostante questo, piuttosto che intraprendere la strada più semplice, si propongono soluzioni che ingarbuglierebbero una procedura già ingarbugliata che aggiungerebbe costi ai costi. Anziché eliminarlo, istituiamo ancora un altro organo che studia, controlla e dispone.


 

1 commento:

  1. [...] l’audizione di Catricalà al Senato arriva pronta la risposta dell’ANIA (associazione nazionale tra le imprese assicuratrici). Il [...]

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